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Potere

C’è chi dice che le riforme siano solo una questione nominalistica, una specie di escamotage della classe dirigente per perpetuarsi. Sarà. Se dovessimo giudicare la necessità delle riforme dallo stato in cui versano gli istituti che dovrebbero essere riformati, io direi che esse sono irrinunciabili. Inutile ripetere quanto sia svuotato il Parlamento, ridotto a colabrodo, e quanto iniqua questa legge capace di garantire un potere infinito a Berlusconi, nonostante questo potere egli di fatto non lo abbia, almeno nelle dimensioni plebiscitarie di cui si parla sulla stampa.

Pino Corrias, su Vanity fair (!), ha messo in cifre chiarissime ed esemplificative il dato delle elezioni regionali. Computando a 100 l’elettorato, 40 elettori non hanno votato (tra astenuti, bianche e nulle). Dei restanti 60, 16 hanno votato PDL, 15 PD, 7 Lega, 4 IDV, 3 complessivamente la sinistra radicale, 3 l’UDC, 12 le altre sigle e siglette locali. Tutto qui. La differenza tra il Partito Berlusconiano e il PD è di 1 (UNO) solo elettore su 100. La Lega fa la differenza con i suoi determinanti 7 elettori. Sommati assieme fa 23 (ben sotto i 30 +1 della eventuale maggioranza). La sinistra (seppure in modo variegato e scomposto) totalizza 22. L’UDC (3) è l’ago della bilancia.

Se non fosse per il porcellum, i centrodestri sarebbero traballanti. C’è ancora qualcuno che parla di premier stravincente e di svolta plebiscitaria? Per certi aspetti (divisioni interne, mancanza di idee, promesse vuote seppur reiterate), loro stanno anche peggio di noi. Certo, se Berlusconi sommasse al porcellum anche il semipresidenzialismo saremmo fritti. C’è ancora qualcuno, per il quale le riforme elettorali e istituzionali non siano urgenti? Anzi, non siano vitali? Senza andare al governo, le idee e i punti di programma, per quanto belli ed efficaci, restano lettera morta. Testimonianze. Perché oggi non c’è più il bel regime consociativo di una volta, quando in Parlamento un accordo tra governo e opposizione pure si trovava. Oggi bisogna vincere, meglio se con le idee appropriate invece che con la comunicazione spiccia. La politica è anche potere.

AGGIORNAMENTO delle 18.00. Fini pare abbia minacciato gruppi autonomi. Il conflitto con la Lega si sta trasformando in un conflitto aperto anche con Berlusconi. Ripeto: ma non avevano vinto? A Latina si va verso lo scioglimento del consiglio comunale. Il conflitto tra FI e AN è all'apice. Il Sindaco è stato sfiduciato dai suoi. Ma la Polverini non aveva vinto proprio lì, a Latina? E se Berlusconi avesse perso la sua forza di collante? Se non ce la facesse più a tenere assieme i pezzi del centrodestra? Qui va a finire che quelli si sciolgono prima del PD :-)) Vediamo.

Pubblicato il 15/4/2010 alle 14.43 nella rubrica Politica.

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